Note critiche per la mostra
“Antidoto Dialogico / Dialogue as Antidote”

Roberto Annecchini, Change+Partner Contemporay Art

Dopo una prima esperienza installativa ambientale, maturata ed evoluta tra la seconda metà degli anni '90 e la prima metà del nuovo millennio, in un apparente 'environment d'estraniemento' il nuovo ciclo di lavori attuali dell'artista giapponese, di formazione americana, argomenta un interesse specifico verso un interesse prettamente pittorico, in una rigorosa riduzione monocromatica. La pittura si compone di strutture risolte in delicate e raffinate campiture tonali ad olio, preferibilmente dalle tonalità grigio, che accentua una dinamica astratto-simbolista a dimensione spaziale. Intervenendo su delle superfici di dimensione ridotta, in un condensato e calibrato minimalismo astratto-figurato, ascetico. Tra connotazione culturale della tradizione orientale e iperrealtà occidentalizzata analitica. Il dittico presentato e i nuovi lavori congiunti, del 2008, appositamente risolti per questo evento espositivo,si caratterizzano in un equilibrio atemporale con implicazioni spaziali, evidenziando in una soffusa prospettiva simbolista, la linea per una pittura “disegnata”. In convergenza ad atmosfere culturali attuali tra una pratica pittorica mitteleuropea figurata come quella di L.Tuymans, di G.Hume, a un neo simbolismo astratto di R.Bleckner, o realista del più storicizzato, G. Richter.

Roma, giugno 2008.